Medinamica®,
Guida pratica al ricordo di sè

Le quattordici tecniche Medinamica, descritte con
semplicità e chiarezza, sono dei mezzi per
sviluppare intelligenza e creatività, strumenti
utilizzabili quotidianamente e praticabili da tutti.
Frutto della lunga ricerca di Sauro Tronconi, in
esse si trovano armonicamente unite tecniche occidentali
ed orientali, antiche ed attuali, rese adatte alle
caratteristiche ed alle necessità dell'uomo
contemporaneo.
Ogni Medinamica è seguita da estratti di seminari
tenuti da Sauro Tronconi nell'arco di quindici anni.
In queste parti il testo diviene vivo, talvolta provocatorio,
ma vibrante ed il lettore può condividere frammenti
di esperienze, scorgere spiragli dai quali filtrano
informazioni, spunti, approfondimenti.
Medinamica è un'opera sperimentabile, un testo
che offre strumenti concreti per divenire artefici
della propria vita e può essere per il lettore
un viaggio di comprensione, un percorso ricco di informazioni
per muoversi nella direzione della propria crescita
personale.
Edizioni EDUP. Disponibile nelle migliori librerie.
Brani tratti dal libro di Sauro Tronconi
La meditazione:
La meditazione non può essere rigida,
perché essa è il fluire della vita.
Dalla rigidità nasce la repressione non la
comprensione.
L'uomo che medita con le tecniche è un povero.
Una mente orientata alle tecniche è chiusa,
è una mente che programma ogni cosa. Questo
atteggiamento mentale ha allontanato gli uomini dal
vero significato della meditazione.
Le tecniche servono solo ad aprirsi all'esperienza,
devono dar modo alla vita di insegnare, devono dar
modo all'uomo di comprendere.
Molti sono i luoghi comuni legati alla Meditazione.
Non occorre assumere atteggiamenti straordinari o
andare in solitudine in cima all'Himalaya; la Meditazione
è qualcosa di semplice che deve accadere durante
la vita di tutti i giorni, è legata all'osservazione,
all'attenzione e alla rimembranza di sé, aiuta
a comprendere sempre di più.
Vi sono migliaia di tecniche di Meditazione, che appartengono
alla storia dell'evoluzione umana. Nel corso dei millenni,
l'uomo ha radicalmente cambiato la propria esistenza
ed è ovvio che una tecnica, perfettamente adatta
ad un uomo dei tempi di Buddha, non lo è più
per l'uomo contemporaneo. Certo, il fine è
sempre il raggiungimento di uno stato meditativo,
ma la tecnica deve necessariamente essere diversa.
Ogni tempo ha creato nell'uomo una mente diversa ed
i grandi Maestri del passato lavoravano ognuno sul
proprio presente, a volte addirittura variando o creando
tecniche adatte solo ad un determinato individuo.
Non credo ai prodigiosi effetti procurati dalle tecniche
di massa o da quelle tramandate da millenni. Ogni
individuo è unico e straordinario e vive in
un preciso momento storico. Non possiamo prescindere
da questo. All'inizio si deve avere un po' di pazienza,
ritrovare un linguaggio interiore che ci permetta
di ritrovare la nostra interiorità iniziando
ad osservare i nostri automatismi, i nostri stati
di trance quotidiani. In seguito, quando la comprensione
esperienziale comincia a farsi strada nella nostra
coscienza e la consapevolezza compare, non ci si perde
più e si diventa Maestri di se stessi, uomini
liberi.
La Meditazione è la possibilità,
attraverso un apprendimento particolare, di sviluppare
e far crescere la capacità di "comprendere"
nell'essere umano. Permette un ampliamento delle informazioni
e degli input che noi immettiamo nel nostro sistema.
Contemporaneamente, è anche un ampliamento
del sistema stesso, e questo crea un circuito evolutivo
esponenziale.
Penso che noi occidentali, in questo preciso momento,
dobbiamo elaborare metodi innovativi di Meditazione,
perché mai come in questo momento storico la
mente ci costringe in uno stato di forte condizionamento.
L'orientamento del mio lavoro negli ultimi quindici
anni è stato proprio quello di ricercare nuove
e appropriate tecniche ed i risultati sono stati degni
di nota: aumento dello stato di attenzione generale,
un'osservazione diversa del proprio corpo nell'ottica
della prevenzione, un forte calo dello stato di stress,
una maggiore capacità di risolvere i problemi
quotidiani, una partecipazione più intensa
e positiva all'esistenza. Ma quello che ho notato
in tantissimi individui è stato un cambio di
qualità nella propria vita ed una presa di
responsabilità individuale.
In questo senso agiscono le tecniche Medinamica che,
negli ultimi anni, sono state sperimentate da migliaia
di persone sulle quali è stato possibile verificare
il potenziamento delle percezioni e della capacità
di agire con lucidità nelle situazioni.
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Il lavoro su se stessi
Non importa che voi siate perfetti in quello
che state facendo. L'importante è il tentativo
di quello che state facendo, l'importante è
"muoversi verso", non il risultato. E' solo
la mente a volere risultati, traguardi.
Il lavoro su se stessi, il lavoro sulla consapevolezza
è un lavoro costante di costruzione che un
individuo fa su se stesso, ed è un lavoro di
grande libertà. Grande, grande libertà
e grande responsabilità. Se non c'è
questa presa di responsabilità, non è
possibile fare lavoro su se stessi.
Cerchiamo di non entrare nel meccanismo, classico
di noi uomini occidentali, che ci porta a sentire
la necessità di arrivare a qualcosa, di dover
raggiungere un qualche obbiettivo, un traguardo. Il
lavoro su se stessi è fatto eventualmente di
tappe, non di traguardi, di obiettivi. Queste tappe
si susseguono e ci portano sempre ad andare avanti.
Questa è la nostra vita e, dobbiamo comprenderlo
bene, non è un punto di arrivo. Figuriamoci
un po' i tentativi di risveglio. Noi stiamo viaggiando,
noi abbiamo una grande possibilità come esseri
umani: quella di evolvere.
Questo è il tempo della vostra vita, ora.
Questa è un'opportunità.
Non importa che voi siate perfetti in quello che state
facendo. L'importante è il tentativo di quello
che state facendo, l'importante è "muoversi
verso", non il risultato. E' solo la mente a
volere risultati, traguardi.
E' allora che cominciano a saltare fuori le cose,
perché ci sono! Non puoi partire dalla fine,
non puoi partire dagli effetti speciali collaterali.
Non perderti in tutto questo:
non preoccuparti di viaggi astrali, di spiriti dei
defunti
o di cristalli che si muovono nell'aria.
Stai coi piedi per terra.
Si può fare di tutto, ma col principale obiettivo
del risveglio.
Hai una palestra incredibile per fare questo. La tua
vita di tutti i giorni è perfetta, sei nel
punto giusto al momento giusto ed hai attorno tutti
gli strumenti per poter risvegliare la tua consapevolezza.
Non è necessario creare altro. Puoi utilizzare
quello che già c'è.
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L'uomo automatico
L'uomo automatico pensa di avere il controllo della
propria vita ma, in realtà, non può
controllare nulla. Tutto gli accade, ma quando comincia,
come state facendo voi, a darsi la possibilità
di essere realmente presente a ciò che gli
accade, le cose iniziano a cambiare. A volte in maniera
lentissima, a volte in maniera velocissima.
Il punto di partenza è
smettere di mentire a se stessi.
L'esistenza dell'uomo automatico può essere
vista come un continuo susseguirsi di situazione-reazione,
un costante ripetersi di comportamenti e azioni automatiche,
inconsapevoli. Infatti, non esiste nulla di più
difficile che parlare ad un uomo automatico del proprio
automatismo: egli non se ne rende conto, anzi, sicuramente
replicherà "io ragiono con la mia testa,
so, prendo decisioni e valuto". Non è
consapevole dei meccanismi che regolano la sua vita
e non è da colpevolizzare per questo: nessuno
gli ha fornito gli strumenti per smascherare questa
situazione apparentemente voluta.
Basta essere più attenti alle conseguenze delle
nostre azioni, per renderci conto degli automatismi
e per scoprire che spesso non agiamo per il nostro
benessere.
Per l'uomo automatico la qualità della vita
dipende dall'accumulo delle cose: vive per accumulare,
trattenere, consumare, ottenere. Egli ha inoltre bisogno
di essere continuamente riconosciuto dagli altri.
Ha bisogno di appartenere a un gruppo, a una razza,
a una famiglia, a un villaggio, a una tribù.
Ha bisogno di sapere che non è strano, che
mangia ciò che mangiano gli altri. È
un continuo passaggio di proiezioni, di transfert
e contro-transfert, di identificazioni e contro-identificazioni.
L'uomo automatico vive come un sonnambulo, incapace
di seguire le sue reali potenzialità e di utilizzare
la sua intelligenza.
Vive in una sorta di stato ipnotico continuo ed autoalimentato,
è un processo che produce assuefazione.
L'uomo automatico non vive appieno, non utilizza
tutte le sue reali potenzialità, non dà
mai niente per niente, è solo superficie e
non comprende realmente che l'esistenza umana è
un fiume profondo di emozioni, di mutamenti.
L'uomo automatico non è in grado di assaporare
la vita, perché vive nella paura di perdere
quello che ha trovato, quel poco che crede di possedere:
la sua è una vita piena di paura, paura, paura,
sempre paura.
Questo uomo è l'uomo confuso, in preda ad uno
stato di trance, preda di ogni condizione e di ogni
forza esterna che può dirigere la sua esistenza
in una maniera o nell'altra.
L'uomo automatico è come una foglia al vento.
Milioni e milioni di foglie spostate dal vento
possono produrre effetti catastrofici.
Questo uomo può andare tranquillamente verso
la propria distruzione senza accorgersi minimamente
di quello che sta facendo. Purtroppo l'uomo automatico
è quello che adesso ha il potere sul nostro
pianeta: è l'uomo diviso, è l'uomo egoista,
è l'uomo imperialista, è l'uomo che
consuma tutto senza preoccuparsi minimamente di quello
che sta facendo perché, comunque, l'elemento
più importante è lui. E' quello che
vive nella confusione delle razze, delle lingue, delle
religioni, nella confusione degli io divisi, quello
che quando entra a contatto con qualcosa di diverso,
lo trita, lo trasforma, lo metabolizza alla sua maniera,
o meglio, lo inserisce nel suo stato di trance, nella
sua visione psicologica della realtà. Però,
L'uomo è un essere intelligente
ed ha in sé la capacità di evolvere.
E' necessario cominciare ad elevarsi sopra l'automatismo.
Per cominciare ad elevarvi dovete fare come un qualsiasi
pallone aerostatico: buttare la zavorra. Uscire dall'identificazione,
uscire dalle trappole.
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La presenza
Il vero spessore della vita è determinato
dalla qualità della percezione della propria
presenza, presenza che deve essere percepita attraverso
le allucinazioni. E non è lontana, è
molto vicina. Talmente vicina che molti danno per
scontata questa percezione. Forse, perché è
troppo facile.
Vi riporto l'esperienza di un uomo, un medico, che
mi ha scritto una lettera:
"Ero in ambulatorio ed ho fatto la splendida
esperienza di essere presente, sveglio e realmente
partecipe a ciò che stavo facendo. Improvvisamente,
dopo circa 4 ore da questa esperienza, ricordandomi
di nuovo di me stesso, mi sono reso conto che per
4 ore, un pomeriggio intero, avevo ricevuto pazienti,
scritto ricette e parlato in uno stato di completa
assenza."
Questa è un'esperienza importante: il rendersi
conto dell'assenza, cioè lui ha avuto un momento
di lucidità potente, poi è sprofondato
nel sonno. Chi di voi ha fatto un po' di lavoro sulla
consapevolezza conosce bene il meccanismo: fino a
che si fa un certo tipo di lavoro, ad esempio durante
una serata Self, dove ci sono io che insistentemente
vi dico: "Siete qui, siete ora, sentite la vostra
presenza" tutto funziona. Poi, vi distraete un
attimo, perdete l'attenzione e non ci siete più,
perché siete abituati a non esserci, è
una condizione normale per l'uomo automatico che non
se ne rende conto.
Lui ha avuto questa esperienza da solo, dopo aver
sperimentato alcune tecniche di autoconsapevolezza,
ed in lui è subito scattato il processo di
osservazione: ha assaporato la presenza, poi si è
addormentato, è ripiombato nell'automatismo,
e poi si è risvegliato per un attimo e, dopo
quattro ore, ricordandosi di sé, si è
reso conto di essere stato assente.
Questa sarà un'esperienza, ne sono convinto,
che lui non scorderà più: il rendersi
conto dell'orrore del sonno, dell'assenza, soprattutto
in un mestiere come il suo, avrà lasciato un
indelebile ricordo.
Riflettete sulla differente percezione delle situazioni,
sui rapporti umani che egli potrebbe instaurare con
i pazienti se solo fosse costantemente cosciente e
presente. La qualità del suo lavoro cambierebbe.
Scrive anche:
"Queste esperienze straordinarie non sono scomparse
e la qualità della mia vita è cambiata:
un universo si schiude davanti a me, non più
teorico, ma pratico e possibile."
Dicevano gli antichi Maestri Dervisci, che un uomo
può realmente comprendere ed accorgersi che
sta dormendo, solo nel momento in cui tenta di svegliarsi.
Usate tutte le strategie per rimanere svegli:
è facilissimo ricadere nell'uniformità,
nel sonno,
in "ciò che sembra"
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Guardare attraverso gli occhi
(Le persone sono davanti ad una parete di specchi
e Sauro Tronconi suggerisce un pensiero cosciente)
Guardate la vostra immagine.
"Io vedo attraverso gli occhi"
Potete sentire e vedere solo se vi spogliate del
vostro ego per entrare in una dinamica di osservazione.
Diversamente, siete nei sogni. Potete cominciare a
vedere e sentire se siete nel lavoro.
Il presente è qui ed ora.
Guardate come la vostra mente vi porta sempre via,
vi porta da un'altra parte.
Mantenete l'attenzione dentro e fuori contemporaneamente.
Se non viene da dentro, non esiste.
La realtà non è nell'esteriore,
ma nell'interiore.
Non c'è commiserazione, né falso amore,
ecc. Se c'è la presenza, tutto quello che c'è
è vero.
Guardate e nello stesso tempo sappiate che state
guardando.
Io non guardo con gli occhi, ma attraverso gli occhi.
Un bel respiro profondo, ora allontanatevi dallo specchio
e cominciate a camminare per la stanza e guardate
le altre persone.
"Io ti guardo attraverso gli occhi, io ti
vedo, ti vedo, ti vedo, sento il mio corpo che cammina,
sento il mio respiro, ti vedo e vedo che tu mi stai
guardando attraverso i tuoi occhi".
Imparate a riconoscere questo, negli altri, quella
luce che vedete negli occhi degli altri è la
luce della vita.
Potete accorgervi, riconoscere quando passa coscienza
attraverso lo sguardo.
Quella luce negli occhi vi dà la possibilità
di riconoscere i morti dai vivi.
Fermatevi e mettetevi di fronte ad una persona. Afferrate
le mani della persona che avete di fronte, stringetele
forte, guardate in faccia la persona, sentite quel
contatto, quelle mani, sentitele bene, e cominciate
a sentire quel contatto partendo da dentro, non da
fuori.
Provate a fare questo piccolo passaggio, cominciate
guardando non con gli occhi, ma attraverso gli occhi,
toccando quella persona non con le mani, ma attraverso
le mani, muovetevi dall'interno, nel sentire.
La musica,
le mie parole,
le state ascoltando da dentro.
Bene, e ora staccate le mani e camminate per la stanza.
"Sono qui, ti vedo, accade tutto, ti posso sorridere,
posso toccarti, ma mi sento e sento che è la
mia coscienza che sta muovendo la mia mano verso di
te e toccandoti, ti guardo e ti vedo attraverso gli
occhi, non ho più paura di mostrarmi, perché
io sono la mia presenza, non sono solamente la mia
immagine."
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Il presente
Il tempo sta accadendo ora, ma il tempo non sono
solo i minuti, i secondi. Qui ci sono i miliardi di
anni. Il presente si dipana davanti ai vostri occhi,
anzi, attraverso la vostra coscienza.
Sicuramente alcuni di voi hanno pensieri di grande
sofferenza, problemi che sono accaduti a casa loro,
problemi irrisolti, angosce: qualsiasi cosa vi
sia accaduta, state qui, nel presente.
Il presente è qualcosa di estremamente leggero,
come un soffio.
Il presente accade, accade continuamente,
adesso.
Autoconsapevolezza nel presente significa interfacciarsi
in maniera completa con gli eventi della nostra vita,
cioè essere noi stessi il flusso degli accadimenti.
Questo accadrebbe inevitabilmente e se facciamo resistenza
creiamo solamente una situazione faticosa, perché
comunque le cose accadono. Non sto parlando di fatalismo,
perché anche una non scelta, anche un'azione
compiuta inconsapevolmente determina delle conseguenze.
Meglio quindi agire consapevolmente ed essere coscientemente
responsabili di ciò che accade nella nostra
vita.
Vedete, il presente non richiede delle interpretazioni
molto macchinose: quello che siete siete, ora, vi
dovete abituare a guardare quello che siete nel presente;
l'uomo automatico invece immagina sempre di essere
qualcos'altro, in positivo e in negativo naturalmente.
Nel presente non siete né meglio né
peggio,
siete quello che siete.
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L'intelligenza emozionale
Che cos'è l'intelligenza?
No, non è certamente l'erudizione, non occorre
imparare a memoria tomi su tomi per essere intelligenti.
L'uomo automatico confonde l'imitazione con l'intelligenza.
L'intelligenza è la capacità di elaborare
potentemente i dati in nostro possesso, permettendoci
di interfacciarci con la realtà. L'intelligenza
vera è nel presente, nel qui ed ora e non va
confusa con l'imitazione, che procede a pacchetti.
Spesso un uomo che sembra intelligente riproduce cose
dette da altri, cose fatte da altri ecc.. Noi diciamo
che le scimmie sono imitative, ma spesso sono molto
più intelligenti di noi.
Ci sono persone che hanno una intelligenza molto viva,
anche se non hanno una grande erudizione, sono in
grado di ottenere ottimi risultati nella loro vita,
migliori di quanto spesso riesca ad ottenere una persona
con un elevato quoziente intellettivo.
Occorre esserci quando accadono le cose, è
necessario saper trovare le informazioni che ci servono,
e queste informazioni non sono lontane da noi: sono
nel nostro ambiente.
Guardate, guardate adesso cosa sta accadendo.
Non c'è nulla di fermo qui, nulla di statico,
le cose sono ferme solo all'apparenza. Guardate bene,
c'è cambiamento continuo, ci sono colori, trasformazioni,
è come se l'aria fosse quasi densa, intrisa
di mille parti di colore in continuo cambiamento;
se guardate bene, potete guardare quasi lo spostamento
degli atomi di questa stanza.
Trasformazione, cambiamento, intelligenza.
Intelligenza è sentire.
Intelligenza è sentire, intelligenza è
essere rapidi nella percezione, intelligenza è
adattarsi al presente, essere dove accadono le cose.
Nella nostra cultura, il sentire, l'emozionarsi
è considerato una debolezza, qualcosa di cui
vergognarsi e da controllare. Ma il sentire e l'emozione
sono la nostra reazione a situazioni esterne, sono
preziose informazioni che forniscono alla nostra mente
la chiave di lettura della realtà che ci circonda.
Questa è l'intelligenza emozionale, la capacità
di comprendere ed interpretare ciò che ci circonda
al fine di fare scelte che migliorino la nostra vita
e quella di chi ci sta vicino.
Le emozioni sono una cosa bellissima, molto importante,
ma vanno gestite.
Gestire le emozioni non significa controllarle assumendo
rigidità, freddezza: si può essere passionali,
lasciarsi andare ma fare in modo che le emozioni diventino
costruttive, facendo sì che le informazioni
arrivino.
Per fare in modo che le emozioni diventino costruttive,
che sviluppino l'intelligenza, bisogna mettere in
atto delle strategie, bisogna comprendere i meccanismi,
gli inghippi, cosa ci svia da questa strada evolutiva
che dovrebbe essere naturale.
Questi inghippi sono legati all'automatismo, alla
meccanicità, a condizionamenti tipici della
nostra cultura.
Emozione come possibilità
E comincerete a gestire le emozioni in maniere differente
rispetto a come siete abituati. Naturalmente, alla
base di tutto c'è l'imparare a conoscersi.
"Conosci te stesso",
diversamente, non è possibile gestire nulla
e le cose ci accadono.
Se ci siamo, siamo noi a decidere.
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Il destino
Se voi non scegliete, le cose accadono comunque,
solamente che voi non ne siete partecipi.
Per cominciare a divenire elementi attivi nel vostro
destino,
dovete cominciare ad esserci, sapere e riconoscere
la vostra volontà e combattere l'automatismo
in generale.
Successivamente, fare delle scelti coscienti.
Le scelte coscienti sono pericolose, perché
nessuno può essere sicuro che la sua scelta
sia giusta, e quindi si rischia. Muoversi è
pericoloso, ma è anche un'opportunità.
Comunque le cose accadono, che voi ci siate o non
ci siate.
Molte persone incontrano il loro destino sulla strada
che avevano intrapreso per evitarlo.
Per avere un destino consapevole bisogna spezzare
il meccanismo dell'automatismo, aver compreso di poter
fare e fare consapevolmente, cominciare a partecipare
coscientemente ai cambiamenti, con energia.
L'uomo ha la capacità
di organizzare il proprio destino.
Voi potete fare, fare delle scelte.
L'importante è che la scelta sia cosciente.
Non ci sono verità da imporre qui, sarete voi
a scegliere ciò che ritenete giusto.
Se non impari a scegliere, se non impari il vero
significato di responsabilità e di fiducia,
tutto accadrà comunque. Il mutamento e la trasformazione
sono costanti nel nostro universo. Tutto ciò
che accade è un continuo altalenarsi di causa
ed effetto ad ogni livello. Accettare i nostri inevitabili
limiti in tutto questo è già scegliere,
è già superare quel limite, è
l'eterno viaggio verso la comprensione.
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Dentro il cuore
Il problema non è fuori ma è dentro:
il problema è nel nostro sentire.
Cerchiamo amore, ma non diamo amore.
In realtà, siamo solo capaci di chiedere:
la sindrome del miserabile sempre con la mano tesa.
Eppure non è difficile.
Provate adesso a chiudere gli occhi e mettetevi le
mani sul cuore. Sentitevi.
(in un ampio spazio ci sono circa cinquanta persone
che formano un cerchio largo; Sauro Tronconi è
nel centro ed usa un tono di voce forte ma, nel contempo,
dolce. La musica di sottofondo sottolinea le sue parole)
L'amore non accade domani,
accade ora, nel presente.
L'amore non è un'illusione, non è un'allucinazione.
Non può accadere in un altro tempo, è
una di quelle cose che, come la vita, può accadere
solo in un tempo, nel presente.
Provate a sentirvi adesso, sentitevi in questo presente:
c'è un po' di amore o c'è solo una richiesta
d'amore?
Ma da dove partire ad amare? Dalla prima persona che
incontrate: voi stessi.
Ora ripetete ad alta voce questa frase: "Mi prendo
la responsabilità di amarmi, mi prendo la responsabilità
di amarmi", non di amare gli altri ma di amare
me stesso.
Direte: "Ma come, non è egoismo?"
No signori.
L'uomo egoista non è in grado di amarsi, perché
se si amasse smetterebbe immediatamente di essere
egoista.
Il primo a soffrire dell'egoismo è sempre l'egoista.
Va bene, allungate le mani lungo i fianchi e osservate
tutti cosa è accaduto: Sentite dentro di voi
la vibrazione, non fate analisi, limitatevi ad osservare,
non preoccupatevi.
Per entrare nel cuore bisogna sfondare la corazza
delle allucinazioni, dei luoghi, comuni delle immagini
mentali proiettate da altri nella nostra coscienza.
Per entrare nel cuore
bisogna affrontare la paura,
la paura di essere vivi,
di sentire
Ora aprite gli occhi e camminate per la stanza. Guardatevi
attorno.
Vedete, il presente non richiede delle interpretazioni
molto macchinose, quello che siete, lo siete ora.
Il vostro sentire adesso, nel presente è emozione!
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Essere nell'amore
Il nostro problema è quello di analizzare
continuamente tutto quello che ci succede e, se vogliamo
parlare di cuore, il nostro piccolo fraintendimento
è anche questo: ci innamoriamo e analizziamo
il nostro amore.
La nostra mente, la nostra forma mentis ci porta a
fare dell'analisi anche sull'amore.
Chi arriva a fare un lavoro su di sé, un percorso
di crescita, comprende che deve sganciarsi, liberarsi
di alcuni meccanismi automatici che lo portano sempre
a riprodurre quella stessa forma mentis.
L'amore non può essere analizzato, classificato,
altrimenti lo si uccide. L'amore è una meravigliosa,
originale forma di emozione composta da una infinita
quantità di sfumature sempre in cambiamento.
L'amore è un'emozione mutante. Questo è
il suo vero segreto: è sempre un evento unico,
irripetibile.
L'amore non ha consapevolezza di se stesso:
quando c'è, c'è, accade.
La nostra divisione interiore, la nostra incapacità
di rapportarci in maniera banalmente semplice col
sentire, con l'amore, ci porta ad essere insofferenti.
Questa sofferenza l'abbiamo sperimentata tutti, è
inevitabile, perché tutti avvertiamo questo
profondo desiderio d'amore, d'emozione, di sentimenti.
Ci muoviamo, ma non riusciamo a trovare la strada
giusta, perché quelli che noi pensiamo essere
i giusti obiettivi sono in realtà un fraintendimento
ed il più delle volte non vediamo le cose che
abbiamo sotto gli occhi quotidianamente.
Una delle cose di cui un essere umano non può
fare a meno è la condivisione: noi condividiamo
tutto, non è vero che siamo soli, abbiamo costantemente
rapporti con qualcuno e con qualcuno condividiamo.
Ma la condivisione passa sempre da quello che siamo:
se siamo confusi, condividiamo confusione,
se soffriamo, condividiamo sofferenza,
se siamo in amore, allora condividiamo amore.
In questa società, ci sono molte persone che
vogliono condividere l'amore.
Sono tutte persone che vogliono sentire, che ci provano
con tutta la loro buona volontà.
Probabilmente ce ne sono a migliaia, centinaia di
migliaia, milioni che vogliono sentire: ma forse,
la maniera giusta per sentire è uscire dal
fraintendimento.
Nel fraintendimento, nella confusione non ci può
essere amore.
Quando cominciamo a sistemare questa confusione, a
lenire il dolore, allora si aprono dentro di noi spazi
molto più ampi, spazi legati all'amore. L'amore
accade tra le persone ed è una cosa naturalissima,
può durare anche cent'anni tra due persone.
Ma il sentire, la condizione dell'amore non può
essere limitata a questo. E' un paradosso quello dell'uomo
che si dice innamorato della sua donna mentre è
pronto ad uccidere qualcuno. L'amore non funziona
così, o sei in amore o non sei in amore.
L'amore è uno stato dell'essere,
non una decisione.
L'incapacità di amare ci uccide, ci provoca
grandi sofferenze: essere nell'amore, lasciar fluire,
ci guarisce dentro e fuori.
Se cominciamo ad uscire dalla confusione, dai fraintendimenti,
le cose cambiano veramente. Attendere e sperare che
le cose attorno a noi si modifichino per procedere
in un secondo momento con il nostro cambiamento è
un'altra allucinazione: è necessario partire
da dentro, da noi per poter cambiare le cose fuori.
Siamo noi i costruttori del cambiamento.
Uscire dalla confusione per entrare nell'amore.
Entrare nell'amore significa scoprire la propria forza,
la propria responsabilità.
Significa cominciare a sentire che siamo capaci di
vivere,
di vivere veramente
e di essere felici.
Non abbiamo bisogno di posti paradisiaci per essere
felici: possiamo anche stare a casa nostra e cambiare
la qualità della nostra vita grazie a propositi
grandi, che partono dal cuore, propositi avanti ed
in alto. Piccole cose
Ora provate a mettervi le mani sul cuore e sentite
semplicemente che cosa dice il vostro cuore.
Chiudete gli occhi ed immaginate di essere un enorme
uccello, che comincia ad alzarsi, a dispiegare le
ali. Immaginate di volare. Provate a volare su, verso
il sole e sentite come sta bene il vostro cuore adesso,
più in alto, rilassato. Ed è in questo
volo cieco che comincerete a percepire una presenza,
semplicemente, vicino a voi. Lasciatevi guidare da
questa sensazione. Lasciate che il vostro cuore voli
nel cuore di questa presenza. Questo è l'archetipo
della libertà: il volo, l'aria, il librarsi,
la leggerezza.
E' la storia della prigionia umana. Ne parlavano già
i mitografi greci: entrare dalla nostra umanità,
dalla nostra consapevolezza e ritrovare il nostro
essere dei. Metà uomo, metà dio.
Lo si può fare questo viaggio, questo viaggio
nella libertà, nel lasciarsi andare, per ritrovare
dentro di sé queste forze potenti.
E' possibile volare là in alto, verso il sole,
verso la libertà. Il riconoscimento dentro
di noi di questo potere rende l'uomo simile a un dio.
L'unica pietra filosofale che ci consenta questa trasformazione,
questa grande alchimia, la possiamo attivare noi,
dal nostro interno, con la nostra coscienza, con la
nostra consapevolezza.
Uscite dalla sfiducia ed entrate nel sentire.
Rendete libera la vostra vita, un po' più
leggera.
Dobbiamo tornare a sentire il nostro cuore, a sentire
i nostri sentimenti veri, non esserne preda o disprezzarli,
ma semplicemente imparare a vederli, senza reprimerli.
Se non usciamo da questo stato di confusione, noi
non possiamo andare nei sentimenti alti, nell'amore,
in quell'amore che non fa distinzioni. Amore che è
unione, sentire.
Se siete divisi, se siete egoisti, quale può
essere la qualità di una passeggiata in un
bosco o in riva al mare? Non sentite nulla. Vi perdete
tutto quello che accade. Cosa vuol dire "fare
l'amore" se siete egoisti? Vi perdete il sentimento.
Dalla confusione non nasce niente.
Quando una persona comincia a lavorare su se stessa
nasce un nuovo sentimento, un sentimento che prima,
quando era confusa, non aveva mai percepito.
Questo sentimento è l'appagamento,
l'appagamento e il perdono,
la pace.
La pace è determinata dal sentire che si sta
facendo e dalla soddisfazione grande di cercare di
svegliarsi: questo lavoro sul nostro risveglio diventa
una nostra preghiera interiore continua.
È elevarsi, è un'apertura, alzare
il cuore sopra la testa.